Bentornati!

Vi ringrazio ancora una volta, per avermi seguito finora in questo viaggio storico.

Ci eravamo lasciati con la ventesima edizione di Wrestlemania e il cambiamento che stava portando con sè: The Rock aveva abbandonato definitivamente la scena per dedicarsi a Hollywood, Stone Cold non era più in grado di combattere, Goldberg si stava ritirando, idem Brock Lesnar.

Al tempo stesso, Eddie Guerrero difendeva il titolo WWE dall’assalto di Kurt Angle, Chris Benoit si laureava campione dei pesi massimi nel main event, sconfiggendo Triple H e Shawn Michaels.

E c’era quel John Cena che sempre quella sera, conquistò il titolo degli Stati Uniti contro Big Show.

Da quel momento, la WWE lavorò sodo per preparare la nuova guardia.

L’anno successivo, a Wrestlemania 21, ci fu la consacrazione dei nuovi eroi: John Cena vinse per la prima volta il titolo WWE sconfiggendo John Bradshaw Layfield, mentre Batista dopo aver tradito la cattivissima stable Evolution ed essere diventato un beniamino del pubblico, vinse il titolo dei pesi massimi contro Triple H.

Elementi come Cena, Eddie, Rey Mysterio ebbero un crescente appeal sui bambini.

Grazie a ciò, Smackdown si stava avvicinando molto alla concezione iniziale dello sport-spettacolo, ossia uno show dedicato a tutta la famiglia.

Non a caso, è proprio nei primissimi anni 2000 che tra i bambini e i pre-adolescenti esplode la moda del wrestling in Italia: la WWE iniziò a esportare lo show blu (il colore che contraddistingue Smackdown da Raw) in diversi paesi del mondo, confezionando per i canali le puntate in versione tagliata e ri-editata (niente sangue, niente parolacce, niente violenza, niente Divas), così che ne potessero beneficiare soprattutto gli spettatori più giovani.

Stavano anche aumentando esponenzialmente le date dei tour in giro per gli USA e anche per il resto del globo: ed è qui, che tornano i problemi.

Allenamento in palestra, allenamento ed esibizione sul ring, tabella di marcia fatta di spostamenti continui, alimentazione spesso irregolare: questo tipo di vita, così frenetico, metterebbe a dura prova il fisico di chiunque.

Da quella Wrestlemania 21 però, John Cena passò da una forma evidentemente natural, a una muscolatura nettamente diversa, con il passare degli anni.

(2006)

(2009)

(2013)

(2017)

Il cambiamento è stato lento, costante e graduale: d’altronde John Cena viene da un lungo percorso di culturismo, pertanto ha saputo gestire la sua salute e l’assunzione di determinate sostanze al meglio (Da notare che non ci sono mai state speculazioni su un massiccio utilizzo di dopanti o steroidi da parte del wrestler di Boston)

Ma non tutti gli atleti hanno avuto la stessa saggezza.

Eddie Guerrero morì nel 2005 di infarto, nello sgomento e nella disperazione generale: era pulito, dopo anni di dipendenza da droghe; l’organismo però gli ha presentato il conto.

Chris Benoit morì nel 2007: la depressione lo portò a compiere il folle duplice omicidio di sua moglie e suo figlio e infine, al suicidio. Soffriva di encefalopatia del pugile.

Test morì nel 2009, per overdose da oxycodone.

Gli steroidi sono di diverse categorie e a seconda di diverse necessità e non spetta a questo articolo parlarvene (ma potete farvi un’idea più specifica grazie a QUESTO VIDEO del nostro buon Mitch).

Posso dirvi però, quali sono i motivi che possono spingere un wrestler di quel calibro internazionale a consumare delle sostanze così dannose.

In primis, l’esigenza di essere sempre in forma: un match di wrestling ti lascia molto spesso dei lividi, fastidi a un gruppo muscolare o alle articolazioni per aver incassato male un colpo.

Quando ci si ritrova ad esibirsi settimanalmente, i dolori aumentano e spesso vanno a inficiare il lavoro in palestra.

Per alcuni c’è l’esigenza di reggere fisicamente ed emotivamente allo stress di un lavoro sempre in viaggio, lontano dalla famiglia, dai propri affetti.

Per altri c’è l’esigenza di superare sè stessi: Eddie Guerrero non era un peso massimo, lo è diventato negli anni per poter competere con atleti più grossi di lui (es. Brock Lesnar, Kurt Angle).

La morte di Chris Benoit portò una nuova ondata di fango alla WWE: i mass media di tutto il mondo erano pronti a dare addosso ancora una volta allo sport-spettacolo, con il nostro paese in prima fila.

Vince McMahon dispose immediatamente un wellness program (una sorta di protocollo antidoping, in vigore ancora oggi) a cui vennero sottoposti immediatamente tutti gli atleti, monitorando il loro stato di salute e riprogrammando il set di mosse in modo da ridurre il rischio di infortuni.

Un po’ per una sincera preoccupazione verso le condizioni di salute dei performer, un po’ per allontanare le voci che volevano lo stesso McMahon invischiato con un’azienda farmaceutica che somministrava gli steroidi a diversi wrestler.

Il mito di John Cena non venne assolutamente intaccato, anzi, il suo carisma faceva volare i ratings e il suo passaggio a Raw lo rese definitivamente l’uomo di punta di una WWE ormai decisa a tornare alle origini, a offrire quei contenuti tanto cari alla cultura pop mondiale.

L’uomo diventò super-uomo, l’eroe che non si arrende mai e vince sempre.

E questo, attenzione, fu l’inizio di molti mal di pancia da parte dei tifosi di età adulta, più attenti all’aspetto tecnico: Grazie ad internet, la comunità di appassionati più tecnici si stava espandendo e attraverso blog e forum, dava voce al coro dei fan esasperati, che non ne potevano più di vedere sempre la stessa persona occupare il centro della scena, a scapito di altri wrestler.

Le critiche più comuni riguardavano la caratterizzazione pressochè immobile del personaggio di Cena e il parco mosse estremamente statico e limitato.

L’insoddisfazione era tanta, la misura era colma.

C’era bisogno di un cambiamento e dopo anni, quel cambiamento sembrava essere incarnato da un solo uomo.

CM PUNK.

E con questo nuovo, fondamentale personaggio, vi dò appuntamento alla prossima settimana!

Categorie: Wrestilng

Daniele Verdolini

Speaker radiofonico e animatore per bambini. Palestrato quanto basta, pigro quanto basta. Amante del wrestling, della cucina e della buona musica.