“all’età di 20 anni, sono andato a Londra e ho vinto il titolo di Mr. Universo, come il più giovane Mr. Universo mai esistito. Ed è stato così perché avevo un obiettivo e ho lavorato duro per raggiungerlo. Non puoi aggirare il duro lavoro, non importa chi sei, fatti il culo.”

Arnold Schwarzenegger

Ecco come risponde Arnold in tutti i motivazionali presenti in rete. Si, avete presente quei video dove passano immagini a caso e un tipo parla in sottofondo urlando di fare cose. Ecco, proprio quelli.

Oggi voglio riprendere e proporvi un discorso molto interessante fatto da Zack Telander, in un video recente che ha pubblicato nel suo canale YouTube titolato “The Arnold Effect“, l’effetto Arnold.

Zack analizza un aspetto psicologico che raramente viene trattato nell’industria del fitness e sono rimasto talmente colpito, in senso positivo, che voglio riportare i concetti da lui esposti sotto forma di video/articolo.

Arnold dice: non importa chi sei, per raggiungere il tuo obiettivo fatti il culo.

In effetti questa è sempre stata la risposta che abbiamo ottenuto sin dalla tenera età. Non so se i nostri genitori, i nostri insegnanti a scuola siano cresciuti a colpi di ghisa ed Shwarzenegger, ma tutti ci hanno sempre detto la stessa cosa: se vuoi ottenere questo, devi lavorare sodo per raggiungerlo.

Premetto che questo non vuole essere un video/articolo dove dico che il duro lavoro non paga, anzi, sono un grande sostenitore e rompitore di palle sotto questo aspetto, ma… è davvero così “semplice”?

Credo che il concetto dietro “duro lavoro” sia stato erroneamente tradotto e passato nelle generazioni.

Il mitico Arnol, l’icona di miliardi di persone, l’idolo che ha motivato tantissime persone a fare quello che fanno, ha una semplice formula divisa in tre punti.

La formula per il successo di Arnlod:

  1. Setta un obiettivo
  2. Fatti il culo
  3. Raggiungi il successo/felicità

Facile no?

No, non è facile per niente, quando vediamo personaggi di successo come Arnold, Thor Bjornsson, Larry Wheels, Micheal Jordan, Dimitry Klokov, ascoltiamo i loro motivazionali, siamo talmente attratti da quello che fanno che ci danno motivazione, ci spingono ad affermare con totale sicurezza

“voglio farlo anche io, voglio fare anche io quello che fanno loro”

Allora inizi, vai in palestra, lavori duro, metti le foto dei tuoi successi nei social network.

Vai a cercare su intagram #fitness #fitnessinfluencer e tutte ste parole di merda, e trovi ragazzi e ragazze bellissimi, con fisici scolpiti, che fanno cose straordinarie.

Quindi da #fitness passi ad #bodybuilding o #powerlifting #powerbuilding, e vedi, vedi persone che si fanno il culo, che sono in forma, che sono contente. Persone con un sacco di seguito, persone con un sacco di potere se vogliamo nelle loro mani.

Cosa c’è di più bello che sentirsi dire “grazie ai tuoi video, ai tuoi consigli sono migliorato/a tantissimo“. Cazzo, quando mi mandate questi messaggi mi metto a piangere quasi.

E se io, con 2000 iscritti al canale e pochi più su instagram riesco a trasmettere queste cose, figuratevi cosa può fare un individuo con 10 – 20 – 100 mila persone che lo seguono.

Diventa un supereore per alcuni. Ed il potere che ottiene diventa smisurato. E da grandi poteri, si lo sto per dire, derivano grandi responsabilità, specialmente in un ambiente come il nostro, che tratta di salute e prestazione.

Cazzo se è importante.

L’ispirazione per diventare come una di queste persone può sembrare una cosa buona, bellissima, vista dall’esterno, ma facendo quello che faccio, si nota come il lato oscuro della medaglia prende presto piede nella mentalità delle persone.

Il soggetto, il ragazzo o la ragazza che inizia, semplicemente non può sapere esattamente cosa vuole, vede cosa il suo idolo ha, cosa sa fare, vede solo un millesimo di ciò che realmente ci vuole per raggiungere risultati simili, e decide che lo vuole anche lui.

Legge qualche frase motivazionale, guarda qualche video con gente che urla in inglese, ma con i sottotitoli in italiano e dice

“porca vacca voglio farlo anche io”

Quindi porca zozza faccio come ha detto Arnold:

  1. obiettivo (voglio perdere tot kg, voglio sollevare tot kg)
  2. Fatti il culo (inizio ad allenarmi, mi faccio il culo)

Aspetto, settimane, mesi, anni, ma c’è qualcosa che non va. Il corpo e la mente non sono pronti, il fine settimana, mi concedo sempre quel bicchierino o quella fetta di torta di troppo, non conto bene le calorie, salto qualche allenamento qua e la, ma sai cosa?

Non importa più così tanto, perché tanto non sto ottenendo i risultati che mi ero prefissato, anzi, probabilmente non raggiungerò mai quei risultati. Questo va avanti, fino a quando… beh, si molla.

il punto n°3: raggiungi il successo/felicità, non è così semplice da raggiungere.

Non si vedono i risultati, il cervello non riceve quella dose di appagamento di cui ha bisogno per sostenere il percorso e cede, molto semplicemente. Quel pensiero totalmente irrazionale ed illogico che porta a collegare il fatto di non aver ottenuto risultati nel breve termine e di dover quindi mollare tutto, perché si, chi me lo fa fare.

Ecco quindi, dov’è il problema.

Il problema nasce quando, una persona che ha il potere di influenzare/motivare/ispirare la vita di altre persone, fa credere ERRONEAMENTE che il solo raggiungimento dell’obiettivo sia il motivo di successo e felicità.

Ecco perché la formula di Arnold per il successo non funziona. Perché nel percorso non dovrebbe mai mancare al consapevolezza, la possibilità di appagarsi con traguardi più piccoli. Si farsi il culo, si settare un grande obiettivo, ma settare anche obiettivi più piccoli.

Piccoli obiettivi che portano ad ottenere obiettivi più grandi.

Non mi metterò a parlare di Freud e del concetto di felicità, perché per quanto adorassi il Prof di filosofia delle superiori, la filosofia non mi è mai andata a genio, ma un concetto che esprime Freud, è il principio della felicità, l’aspetto dell’essere umano che lo porta a cercare piacere ed evitare il dolore.

Ecco perché sentiamo la parte fottuta del nostro cervello che ci dice di fottere completamente la serie cercando di fare il nuovo massimale, magari perché il video postato su instagram la settimana precedente ha fatto tanti like e allora voglio farne ancora di più.

Il massimo della felicità verrebbe ottenuto nel caso di riuscita della serie massimale.

Questo concetto di felicità viene poi approfondito dall’autore andando ad arricchirlo inserendo il principio di realtà.

Quella parte della nostra psiche che ci dice che invece non è il caso di andare ogni settimana di massimale per ricevere tanti like su instragram, perché siamo in grado di capire cosa accadrebbe nel futuro in caso lo facessimo.

E quindi arrivano gli RPE 8, le percentuali in buffer, le misurazioni dei nutrienti, porzioni del cibo ecc ecc, pianificare e prevedere.

Come tanti anche io ho iniziato seguendo i principi di Arnold, all’inizio volevo solo mettermi in forma, poi volevo diventare un bb, poi volevo solo essere forte, poi volevo fare il pl.

Nel tempo ho capito cose. Per quanto possa essere strano, lo sport insegna, chiunque dovrebbe praticarlo consapevolmente.

Ho iniziato con lo stacco da terra da gatto incazzato sollevando 180 kg con la forma più brutta che possa esistere, per fortuna non mi sono fatto male ed ho avuto la possibilità di imparare a fare le cose correttamente, con dedizione, costanza e lavoro, perché si, il lavoro duro deve esserci assolutamente.

Mi sento arrivato? Assolutamente no, mi sento ancora una pippa ignorante in quello che faccio ed è per questo che ogni giorno mi faccio il culo per migliorarmi, per mettere quel kg in più sul bilanciere, per ottenere quell’iscritto in più sul canale, per aprire lo studio che da tanto tempo sto desiderando di aprire e smettere finalmente di allenare la gente dietro casa alle 8 del mattino con 2-3 gradi.

La Strada per il Valhalla non è una frase che dico a caso, è un concetto molto più profondo di quello che potrebbe sembrare. E’ normale che susciti ironia quando lo si sente per la prima volta, però questo è il significato che c’è dietro, da Freud ad Arnold, da Sapolsky a Sheiko, Thor Bjornsson a Thor dio del tuono.

E’ giusto cercare la motivazione nei grandi atleti del presente e passato, ma è ancora più giusto trovare la motivazione in te stessi, guardare dov’eri il mese scorso e vedere dove sei ora, assaporare fino all’ultimo quel mezzo chilo in più messo sul bilanciere, realizzare che quello che stai facendo è una cosa importantissima, per te stesso, per il tuo obiettivo più grande.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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