Ciao a tutti!

Io mi chiamo Daniele e voglio inaugurare questa mia collaborazione con il buon Mitch, ponendomi e soprattutto, ponendovi questa domanda: si possono portare avanti in maniera efficace due discipline differenti, come il bodybuilding e il wrestling?

 

Occorre prima fare un piccolo passo indietro e porsi un’altra domanda: è possibile considerare atleti alla stessa stregua, un bodybuilder e un pro-wrestler?

Vi rispondo citando direttamente IL guru del bodybuilding, Arnold Schwarzenegger, dalle pagine di Muscle & Fitness, febbraio 2015:

<< Per i wrestler, così come per ogni altro professionista degli sport-spettacolo, ho sempre avuto solo il massimo rispetto. (…) Negli anni ’70, il grande Billy Graham trovò il tempo di allenarsi con me alla Gold’s Gym. Rimasi davvero impressionato. (…) Mi fa molto piacere che gli atleti che abbinano lo sport allo spettacolo ricevano sempre di più il rispetto che meritano, sia come atleti che come uomini di spettacolo.>>

Le parole di Arnold assumono un’importanza fondamentale: per decenni la disciplina dello sport-spettacolo, in toto, è stata derubricata ad artefatto, finzione, in quanto priva della funzione di agonismo tipica di qualsiasi competizione sportiva. Ma l’esecuzione di un match di wrestling, specie per come il wrestling viene concepito nel 2018, richiede una preparazione ATLETICA che si può ottenere solo con ALLENAMENTI: in palestra, in-ring ed extra-ring.

Tornando alla domanda principale: è possibile portare avanti con successo, bodybuilding e wrestling?

Per formulare una prima risposta, iniziamo dalle definizioni:

 il bodybuilding è una disciplina che tramite l’allenamento con pesi e sovraccarichi e un’alimentazione specifica si pone come fine ultimo il cambiamento della composizione corporea, quindi con l’aumento della massa muscolare e la riduzione del grasso corporeo, dove le finalità sono estetiche piuttosto che competitive.

Di contro, vediamo come il wrestling sia invece

una forma ibrida di atletismo e teatralità.

Nel primo caso, lo sforzo fisico compiuto dal corpo è pienamente a servizio di sè stesso: Il corpo è il fine

Nel secondo, lo sforzo fisico compiuto dal corpo è in relazione alle sue prestazioni sul ring: Il corpo non è più il fine, ma il mezzo

Due visioni così contrarie, possono coesistere? La risposta più logica, è NO.

O meglio, la risposta più logica sarebbe NO, se la cultura pop mondiale non avesse lavorato sodo, a partire dagli anni ’70, per sconfessare tale logica!

Ma di questo, ve ne parlerò la prossima volta. Nel frattempo, fate sentire la vostra opinione a riguardo, commentando e condividendo questo articolo!

Alla prossima!

 

 


Daniele Verdolini

Speaker radiofonico e animatore per bambini. Palestrato quanto basta, pigro quanto basta. Amante del wrestling, della cucina e della buona musica.

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