Abbiamo già parlato in svariate occasioni di Eric Helms e delle sue piramidi. La prima trattata con una serie di video/articoli è stata la Piramide Alimentare, la “Muscle and Strength Nutritional Pyramid”.

Bene oggi, grazie all’aiuto e all’esperienza di Luca Orrù possiamo finalmente trattare anche la Piramide dell’Allenamento racchiudendola in una serie di video/articoli proprio come abbiamo fatto per la precedente.

Eric, come è un famoso Coach e studioso neozelandese che si è occupato appunto di costruire queste due piramidi conosciute in tutto il mondo. Proprio come per la Piramide Alimentare, Helms con questa, ha l’obiettivo di trattare l’argomento in maniera completa ed ordinata coprendo sia il campo del Bodybuilding che dell’Powerlifting, fino ad arrivare al Fitness.

Il primo gradino, quello che tratteremo oggi, fa riferimento all’aspetto più importante di qualsiasi piano d’allenamento, mentre l’ultimo gradino… beh, hai capito.

GRADINO 1: ADERENZA

Sì, è la cosa più scontata da dire, ma a quanto pare non lo è affatto: Un allenamento che non possiamo seguire, per quanto ottimale, non serve a niente se non viene praticato!

Un allenamento per poter essere efficiente e poterci dare quindi risultati deve essere fattibile, deve rispettare i nostri impegni quotidiani ed il motivo, come detto in precedenza è molto semplice: se mettiamo il cavallo dietro il carro, difficilmente riuscirà a trainarlo!

Per questo il primo gradino della piramide copre proprio questo argomento: senza aderenza alla programmazione, non esiste volume, intensità, frequenza, non esiste niente!

In particolare Helms, identifica tre caratteristiche principali che qualsiasi allenamento dovrebbe coprire per essere ritenuto un allenamento efficace, “al quale si può aderire”:

  1. Realistico
  2. Divertente
  3. Flessibile

REALISTICO

L’allenamento deve essere compatibile con la vita, con le aspettative e con le possibilità dell’atleta.

Se l’atleta dispone di 2 ore al giorno, 3 giorni a settimana a disposizione per allenarsi, è inutile che stili un protocollo da 4 giorni a settimana e 2.30h ciascuno per il semplice fatto che non potrà essere portato a termine. L’atleta non riuscirà a stare al passo con il protocollo e non farà altro che rimandare le sessioni, perdendo il ritmo e minimizzando il risultato.

DIVERTENTE

L’allenamento è importante che piaccia, che diverta.

Naturalmente qui la distinzione del soggetto in questione è cruciale:

Atleta “X” che si prepara per una gara, avrà necessità ed obiettivi diversi rispetto alla signora Maria che va a fare Zumba per dimagrire.

Per l’Atleta X, l’allenamento deve piacere, ma è anche importante focalizzarsi su ciò che è importante per raggiungere il determinato obiettivo. Per questo si arriva facilmente a compromessi per quanto riguarda l’aspetto del divertimento.

Per la signora Maria, il divertimento è il punto cardine che la porta in sala a fare un po’ di movimento, quindi è cruciale che questo sia presente. Se la signora Maria – che vuole dimagrire e tonificare, ma non ingrossare troppo – non si divertisse a Zumba passerebbe il tempo sul divano a guardare Uomini&Donne mangiando gelato.

Per entrambi i soggetti comunque, a volte, risulta essere più efficiente trovare il compromesso, inserendo qualche allenamento/esercizio che su carta è meno utile, ma che alla fine dei conti aiuta enormemente per la sostenibilità della programmazione.

FLESSIBILE

L’allenamento è importante che venga organizzato in modo tale da essere adattabile costantemente alla vita di tutti i giorni dell’atleta che deve performarlo.

Nel corso della nostra vita, naturalmente, l’allenamento non è l’unico fattore da prendere in considerazione, ma ci sono tante altre incombenze che accumulate genereranno delle giornate più o meno stressanti. Lo scopo di un allenamento flessibile è proprio quello di andare incontro a queste incombenze, adattandosi per qualsiasi evenienza.

Helms, basandosi sui risultati di recenti studi, propone una metodologia di allenamento leggermente diversa dal canonico protocollo fisso ed imprescindibile. L’allenamento viene diviso in:

  • Giornata Leggera
  • Giornata Media
  • Giornata Pesante

E sarà proprio l’Atleta in questione a scegliere quando effettuare ciascuna sessione all’interno della Settimana o addirittura, del Mese.

Se un giorno l’Atleta si sveglia stanco, per qualsiasi motivo, può effettuare l’allenamento leggero; il giorno dopo si sente bene? Può fare quello pesante; e così via…

Lo studio su cui si basa questa metodologia è molto semplice e lascia spazio a ben pochi dubbi:

Due gruppi A e B vengono divisi in base alla metodologia di allenamento seguita che pur essendo identica su carta in termini di variabili fondamentali, si differenzia per un importante fattore:

  • Gruppo A eseguirà un protocollo basato sull’allenamento flessibile
  • Gruppo B eseguirà un protocollo non flessibile

Alla fine dello studio, entrambi i gruppi hanno ottenuto risultati, ma quelli più evidenti sono stati riscontrati nel gruppo A dell’allenamento flessibile.

Questo viene spiegato dall’autore facendo riferimento al fattore Stress, che viene accumulato durante tutta la giornata e non solo durante l’allenamento. Tutti gli stressor vengono buttati all’interno dello stesso pentolone ed il nostro corpo non ha modo di distinguere da dove essi provengano!

Per approfondire l’argomento dai un’occhiata a questo video/articolo.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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