“Ciò che non mi uccide mi rende più forte”

Friedrich Nietzsche

Una classica frase di Nietzsche, personaggio che tutti abbiamo imparato ad odiare dietro i banchi di scuola durante l’ora di filosofia. La frase in sé è molto bella, ma… è vero? E’ vero che le persone che sono nate “in svantaggio” hanno la possibilità di fare meglio nel corso della loro vita rispetto alle altre? Non sarebbe meglio non dover soffrire un determinato tipo di svantaggi? Perché qualcuno dovrebbe voler ricercare questo tipo di condizione?

Queste domande, non sono casuali, perché sono le stesse domande che sono state risposte in un recente studio pubblicato alla Cornell University:

I ricercatori hanno esaminato una domanda di sovvenzione R01 per il National Institutes of Health, concentrandosi su persone che hanno mancato di ricevere finanziamenti (“near-miss”) e individui che sono invece riusciti ad ottenerli (“near-winners”). Confrontando i due gruppi nei dieci anni successivi alla prima sottomissione, i risultati hanno mostrato che i “near-misses” hanno realizzato un lavoro che ha prodotto impatti sostanzialmente più alti rispetto ai loro colleghi “near-winners”. I ricercatori hanno concluso dicendo

Per le persone che perseverano, il fallimento prematuro non dovrebbe essere preso come un segnale negativo, ma l’esatto contrario. In linea con quello che dice Shin’ya Yamanaka rivolgendosi ai suoi scienziati “dopo aver vinto il Nobel per aver scoperto le cellule staminali, riesco a vedere il fallimento solo ed esclusivamente come un’opportunità”.

Questa è una prova fondamentale che ci dimostra ancora una volta che ottenere quello che vogliamo non è sempre sinonimo di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno. Avere un obiettivo, arenarsi, riuscire a sorpassarlo: questo è ciò che ci accende.

l’impedimento a compiere un’azione è solo un modo per avanzare verso quest’ultima, in quanto l’ostacolo è il modo per tenere traccia della via.

Marco Aurelio

Ci sono studi che prendono come riferimento anche delle squadre di basket del liceo: statisticamente, le squadre che si trovano sotto di 1-2 punti alla fine dei primi 2 quarti della partita hanno più probabilità di vincere, per il semplice fatto che sono più affamati, hanno quella difficoltà da abbattere che gli ricorda di avere qualcosa da dimostrare.

In qualsiasi circostanza creativa, inerente al business, una proposta importante, una gara importante, un qualsiasi obiettivo importante, raramente, anzi, mai otterremo ciò che vogliamo al primo tentativo. Molti grandi artisti, imprenditori, scienziati, atleti, uomini e donne hanno confermato in qualche modo una frase che mi piace un sacco:

“Non è che sono così intelligente, è che attacco ai problemi per più allungo

Albert Einstein

Ecco cosa voglio dire con questo articolo: dovremmo adottare e mantenere questo mindset, non possiamo lasciare che uno o più ostacoli nel nostro percorso ci blocchino la strada, non possiamo prendere la nostra situazione da “near-misses” e buttarla nel cesso alla prima difficoltà. Punta il problema, attaccalo, persisti, resisti, perché nessun grande è nato dalla zona di comfort.

Chiunque nella propria vita porta con se la propria storia, storie completamente diverse le une dalle altre, storie più o meno complesse, così come le opportunità, le tentazioni, le frustrazioni, gli stress che vengono prodotti da questa vita, ma sai che ti dico? In realtà poco importa.

Quello che realmente importa è come – e se – fai il tuo lavoro, come rispondi alle situazioni che ti si presentano. Marco Aurelio dice che è possibile vivere una buona vita, ovunque ci si trovi, includendo complicazioni e intossicazioni esterne e, beh, se conosciamo un po’ la storia credo anche che abbia dimostrato con i fatti ciò che scriveva: il filosofo che è diventato imperatore.

Ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia o voglia fare, è possibile vivere la vita che desideri e raggiungere la migliore forma di te stesso, non è facile, ma è possibile.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

0 commenti