Roba che fa paura a tutti, roba che in pochi riescono a gestire:

il Fallimento.

Beh, si dice che siamo stati creati per fallire. Se in una strada non c’è il fallimento, se per raggiungere un obiettivo non falliamo neanche una volta, probabilmente stiamo (paradossalmente) sbagliando qualcosa.

Il fallimento, fa parte del percorso per il successo.

Si dice che il fallimento porti saggezza e che quindi intrinsecamente al miglioramento.

Si dice che devi fallire almeno 100 volte per vincere solo una volta. Nessuno vince al primo tentativo.

Ecco perché il percorso per raggiungere l’obiettivo è difficile, perché in mezzo ci sono così tanti fallimenti. Ecco perché molte persone non hanno successo che vorrebbero nella vita.

Avere successo non è una cosa facile.

Se fallisci vuol dire che sei umano, vuol dire che stai provando, vuol dire che sei in gioco e vuol dire che hai imparato qualcosa da portarti a casa. Un arma in più da usare nel prossimo tentativo.

Fallirà anche il prossimo tentativo? Si è probabile, ma stai crescendo, sei migliore, sei sempre la versione migliorata di te stesso ogni volta che ti metti alla prova di nuovo. Ancora e ancora.

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ESECUZIONE PERFETTA & DOLORE – Gli infortuni capitano a chiunque. E parlo dello sfigato che entra per la prima volta in palestra e si infiamma il tendine del gran pettorale, fino ad arrivare al professionista d'élite che si deve comprimere l'articolazione del ginocchio prima di fare qualsiasi tipo di accosciata per non sentire dolori insopportabili. – Questo post non deve essere visto come un elogio alla "forma d'esecuzione merdosa", ma vuole essere un modo per cercare di far aprire gli occhi a tutte quelle persone che cercano il pelo nell'uovo anche nella tecnica dell'atleta più avanzato che, nonostante la sua tecnica impeccabile sia costruita attorno ad un metodo ottimale, questo non assicura al 100% di aver prevenuto qualsiasi tipo di infortunio ne di aver realizzato l'alzata nella maniera più efficiente. – Bisognerebbe quindi smettere di affidarsi al poco proficuo pensiero che quando si tratta di infortunio, questo sia per forza correlato ad una pecca tecnica nell'esecuzione del movimento, realizzare che la maggior parte degli infortuni sono lontani dall'essere causati da un danneggiamento del tessuto derivato da un movimento scorretto. Spendere mesi di allenamento utilizzando esercizi di correzione trovati cercando la sintomatologia su internet, molto probabilmente non è il miglior modo per ovviare a determinati problemi. – Gli infortuni possono accadere quindi per le più svariate ragioni, molto spesso casuali, su cui abbiamo molto meno controllo di quanto possiamo pensare. Avere una tecnica corretta, basata su un metodo corretto, aiuta certamente a prevenire determinate forme di infortuni, aumentando sicuramente l'efficienza dell'alzata, ma questo non vuol dire che siamo al riparo da incidenti casuali, un riscaldamento fatto leggermente peggio della volta precedente, un eccessivo stress accumulato sul tessuto, ecc ecc… – Non dimenticarti quindi di manipolare correttamente i parametri fondamentali dell'allenamento. La maggior parte degli infortuni accade quando questi parametri superano la tolleranza del nostro corpo a quest ultima. Chiediti sempre perché e guarda sempre al quadro generale. – Il #nopainnogain è una minchiata colossale.

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Continua ad andare la fuori e a fallire, ma non farti sconfiggere. Il fallimento sconfigge solo i perdenti.

Parliamo di obiettivi, di successi. Si, hai presente quel obiettivo irraggiungibile, quella montagna insormontabile? Quella meta che sembra così difficile da raggiungere?

Tutti abbiamo grandi obiettivi, o per lo meno, tutti dovremmo averne.

Se non ne hai ti auguro di trovarne al più presto, perché sono una delle poche cose che rendono la vita veramente degna di essere vissuta.

Voglio diventare un musicista famoso, voglio andare a giocare in NBA, voglio andare sulla luna, voglio mollare questo lavoro di merda e trovarne uno che mi piace, voglio sollevare 400 Kg da terra, voglio aprire quel negozietto che ho sempre sognato di aprire, voglio sposarmi e avere una famiglia fantastica con quella ragazza che amo tanto.

Abbiamo tanti bellissimi obiettivi, buoni propositi, ma in quanti si fanno davvero il mazzo per raggiungerli? Serve un piano, per raggiungere una meta, non puoi semplicemente barcollare nel buio sperando di arrivarci.

Siamo nel punto A e vogliamo arrivare al punto Z, ma non vogliamo minimamente affrontare tutte le lettere che ci sono in mezzo.

Siamo su A e rimaniamo su A perché Z è infinitamente lontana ed arrivarci sembra impossibile.

Ecco a cosa serve un piano. Dividi il percorso in più traguardi, raggiungili uno alla volta, fai un gradino alla volta ed avvicinati lento, ma costante alla meta.

Senza fretta, senza sosta.

Solo imparando a gestire le difficoltà quotidiane, solo avendo determinate ancore possiamo raggingere quella meta che altrimenti sarebbe impossibile da raggiungere.

C’è una variabile in particolare che fa fallire in maniera definitiva le persone: si impongono un obiettivo da raggiungere, cercano di raggiungerlo, falliscono nel tentativo, cadono, si disperano, e mollano tutto.

Se vuoi raggiungere un obiettivo e fallisci nel tentativo di raggiungerlo, probabilmente hai bisogno di un’altra strada da percorrere, hai bisogno di cambiare qualcosa nel tuo percorso.

Sicuramente l’ultima cosa di cui hai bisogno è mollare, arrenderti.

Crea il tuo piano e perseguirlo.

Se vuoi raggiungere un particolare obiettivo fisico, sai che il cibo è importante. Invece che lamentarti del fatto che non hai tempo per prepararti il cibo, o che cadi troppe volte nello sgarro, perché non ti organizzi un paio d’ore nel fine settimana per prepararti il cibo per il resto della settimana?

Avere il cibo pronto per tutta la settimana, ti permetterà di seguire meglio la dieta e ti permetterà di evitare quelle abbuffate di merda durante il tuo percorso.

E’ difficile? Si. E’ impossibile? No. E’ un buon piano? Cazzo si.

La prima settimana sarà una rottura di palle, la seconda un po’ meno e così via. Se si instaura un’ancora, una routine, lo stress percepito sarà sempre minore con il passare del tempo e riuscirai ad inserire la “nuova variabile” in maniera sempre più semplice nel fine settimana.

Adesso hai un mini-obiettivo, per raggiungere l’obiettivo più grande. Adesso hai un’ancora per stabilizzare il tuo percorso.

Riuscendo ad accumulare abitudini positive durante il tuo percorso, farai tanti piccoli passi, raggiungerai tanti piccoli obiettivi per arrivare all’obiettivo più grande.

Non hai tempo per andare in palestra? Cazzate. Ti alzi prima la mattina e ci vai, lo fai diventare un’abitudine e sarà sempre meno difficile farlo.

E si, hai appena aggiunto un’altra abitudine positiva per raggiungere il tuo obiettivo ultimo. Le abitudini, nel tempo diventano naturali, e l’energia spesa per compierle diventerà minima.

Continua ad aggiungerne, una sopra l’altra: inizia a tenere traccia dei tuoi allenamenti, delle calorie ingerite, fatti seguire da un coach, lavora sulla tecnica.

Accumulare abitudini è un altro obiettivo raggiunto.

Abitudini che, messe una sopra l’altra, ti faranno raggiungere il tuo obiettivo finale.

Una volta che l’abitudine è stabile, non penserai più a:

“oggi non ho voglia di andare in palestra, vado domani”, “adesso non ho voglia di cucinare, faccio più tardi”, “non succede niente se faccio una serie in meno in questo allenamento”, “oggi non ho voglia”.

Fanculo a questa merda, non ci devi neanche pensare a queste cagate.

Hai le tue abitudini, coltivale, sii costante, sii disciplinato, sii produttivo e non avrai tempo di pensare a queste cagate.

Comprendi cosa vuoi, pianifica come raggiungerlo e fallo.

Le abitudini diventeranno talmente facili, che ad un certo punto ne diventerai dipendente.

Se un giorno non dovessi fare una determinata cosa, ti sentirai male per non averla fatta e farai di tutto per recuperare.

La dipendeza può essere pericolosa in questo senso.

Gli obiettivi diventano più raggiungibili, le abitudini diventano sempre di più e più importanti, più grandi e sarai sempre più vicino al raggiungimento del successo.

Scegli la tua Strada:

Fallisci, cadi, impara, progredisci.

Fallisci, cadi, lamentati, abbandona.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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