Il Problema Non è Perdere Peso

Sono un tipo strano ok? Quando mi si pone una domanda è difficile che non risponda con un altra domanda. Facendo qualche ricerca qua è la, salta fuori che il problema non sta proprio nel perdere peso, ma nel mantenere il peso perso. Cosa intendo?

La domanda che mi faccio per rispondere alla precedente domanda “perché le diete falliscono?” è “il problema è effettivamente perdere peso?”. La letteratura scientifica sembra mettere un importante punto esclamativo su questo dilemma:

Il vero motivo per cui le diete falliscono risiede nel fatto che, una volta perso peso, questo viene recuperato per il 70% dopo il primo anno, 85% dopo il secondo e 95% dopo il terzo.

Questo vuol dire che, una volta perso il peso corporeo e raggiunto quindi il peso desiderato, l’individuo medio tende a riguadagnare praticamente tutto il peso perso (95%) nel giro di 3 anni.

Questo dato è allarmante per il semplice fatto che le diete, per come vengono intese, producono pessimi risultati, non tanto in maniera diretta per quanto riguarda la perdita del peso, ma più in maniera indiretta, indebolendo psicologicamente l’individuo che cerca di perdere peso, facendogli instaurare un rapporto malsano con il cibo.

Andando avanti con le ricerche, si scopre addirittura che 1/3 della popolazione che ha perso peso con una dieta generica, tende addirittura ad acquisire più peso di quello da cui era partito, nel giro di pochi anni.

il Vero Problema, la Vera Causa

Ok, abbiamo capito che il problema non è in superficie, abbiamo avuto bisogno di scavare un po’ più affondo per capire quale fosse, però adesso lo conosciamo, conosciamo qual è effettivamente il problema: La ri-acquisizione del peso perso.

Bene, conosciamo il problema, ma qual è la causa di questo problema? Per rispondere a quest’altro quesito dobbiamo analizzare in che modo le persone perdono peso.

Le persone perdono peso attraverso svariati tipi di diete. Diete con i nomi più strani, invitanti, persuasivi, ma che in fin dei conti si basano tutte sugli stessi ed imprescindibili paletti.

Cosa deve avere una dieta dimagrante per funzionare? Qual è il primo fattore per far perdere peso al nostro corpo? Il Deficit Calorico.

Se noi mangiamo meno calorie di quelle che consumiamo dimagriamo, se ne mangiamo di più ingrassiamo. Ok, questo il paletto imprescindibile su cui deve basarsi un qualsiasi tipo di dieta. Quello che differenzia le diete è il modo in cui viene raggiunto questo principio.

Ed è proprio qui che volevo arrivare:

Quando il professore, il dottore, il giornalista o chi che sia, creano la dieta magica devono fare in modo di far raggiungere al proprio cliente il deficit calorico di cui abbiamo parlato prima, senza farglielo necessariamente capire, ma piuttosto portandolo semplicemente a mangiare meno.

Come possono fare questo? Creando diete basate sull’esclusione di alimenti, gruppi di alimenti, tipologie di alimenti. Tutto qui. Ne abbiamo già parlato in questo articolo se vuoi approfondire.

Questo si traduce nel fatto che l’individuo medio, per dimagrire, si affida a diete di esclusione che lo portano a perdere peso in maniera malsana, creando appunto un rapporto non sano con il cibo. Psicologicamente, questo è un fattore molto impattante che nel tempo distrugge la mente di una persona, facendo sfociare il tutto in non-rari episodi di pesanti abbuffate.

Bene, adesso abbiamo scoperto anche qual è la causa del problema.

Adesso sappiamo che il problema è la ri-acquisizione del peso dovuta dal fatto che le diete non sono sostenibili e portano piuttosto a pesanti disordini alimentari.

Se vuoi iniziare una dieta, poniti prima questa domanda:

Tra 3, 5, 9 mesi potrò continuare a sostenere questo piano alimentare? Tra 1, 3, 5 anni riuscirò a continuare a mangiare in questo modo? Se la risposta a queste domande è no, allora è il caso di rivalutare quella che sarà la tua strategia alimentare, perché i dati parlano chiaro. Se non riesci a sostenere una dieta nel tempo, questa fallisce e spesso peggiora anche la situazione.

Vuoi un dato disarmante?

Il 95% delle persone fallisce la dieta. Non perché non riesce a perdere peso, ma perché non riesce a mantenere il peso perso.

Come Non Fallire La Dieta

Bene, fin’ora l’articolo è stato piuttosto deprimente, però abbiamo effettivamente capito quali sono i principali problemi e cause che ci fanno fallire una dieta. Adesso sappiamo cosa NON dobbiamo fare.

Vediamo come aggirare questi problemi e come invece trasformare il nostro piano alimentare con una strategia vincente. Abbiamo detto che il 95% delle persone fallisce la dieta, ma cosa fa quel 5% di diverso dalle altre?

Basandoci su quello che i dati ci dicono sappiamo bene che questo 5% non ha successo per via dello stile alimentare che instaura, del particolare tipo di dieta low carb, low fat, high protein, keto, paleo, dukan, atkins ecc ecc…

Quello che porta questo 5% al successo è la somma di più caratteristiche delle abitudini instaurate da queste persone.

Queste persone sanno cosa stanno facendo, monitorano quello che fanno, fanno esercizio, ecc ecc… avete presente tutte quelle cose noiose che tutti sanno di dover fare, ma che solo il 5% delle persone tiene veramente in considerazione?

La Restrizione Cognitiva

Vi ricordate il principio su cui abbiamo detto che si basano tutte le diete? Il deficit calorico.

E vi ricordate come gli autori, dei libri sulle diete tendono a farci raggiungere questo deficit calorico? La restrizione di alimenti o tipi di alimenti.

E se vi dicessi che possiamo usare questa cosa a nostro vantaggio? Facciamo un esempio:

Io ho trovato il Sacro Graal con la dieta flessibile. Adoro poter mangiare quello che voglio tutti i giorni, ma ho una restrizione cognitiva. So che posso mangiare quello che voglio, ma nei limiti imposti dal mio introito calorico giornaliero.

Questa è la restrizione cognitiva che ho trovato funzionare nel mio caso ed è per questo la restrizione cognitiva che consiglio ai miei atleti. Permette di essere flessibile, di godersi una birra ed una pizza quando si ha voglia, permette di godersi i cibi che più piacciono e permette di non escludere nessun tipo di alimento dal proprio piano alimentare.

Questa è flessibilità, questo è un modo per mantenere un rapporto sano con il cibo che ci permette di dare una sostenibilità molto ampia alla dieta.

Questo è l’unico modo per creare una restrizione cognitiva? Assolutamente no!

Ci sono persone che si trovano meglio eliminando determinate tipologie di alimenti, altre che preferiscono contare solo le calorie e non i macronutrienti, altre ancora che preferiscono contare i punti.

Se notate c’è sempre una restrizione di qualche tipo, ma è scelta consapevolmente e questo ci permette di rendere il nostro percorso molto più sostenibile.

Monitoraggio Parametri

Ok, abbiamo trovato il modo per rendere la nostra dieta sostenibile nel tempo, ora dobbiamo vedere se quello che stiamo facendo sta effettivamente funzionando.

Questo è un altro fattore importantissimo che spesso viene tralasciato: se non abbiamo dei punti di riferimento saldi da tenere in considerazione come possiamo pensare di avere successo in quello che stiamo facendo?

Qual è il modo migliore e semplice per tenere dei parametri costanti nel tempo? Misurazioni e Pesate.

Le misurazioni possono essere fatte sporadicamente ogni 1-2 settimane, le pesate devono essere invece giornaliere! Perché questo?

Perché l’andamento del peso è molto instabile. Le sue oscillazioni sono imprevedibili e non è strano vedere la bilancia indicare differenze in Kg di giorno in giorno.

Facciamo un esempio:

  • Lunedì: 79.8 Kg
  • Martedì: 80.2 Kg
  • Mercoledì: 80.9 Kg
  • Giovedì: 79.9 Kg
  • Venerdì: 79.7 Kg
  • Sabato: 81 Kg
  • Domenica: 79.8 Kg
  • Media: 80.2 Kg

Ok, in questo caso ci siamo pesati tutti i giorni e abbiamo avuto l’opportunità di fare una media settimanale, ma cosa sarebbe successo se ci fossimo pesati solo una volta? E magari di Sabato dove abbiamo raggiunto il massimo peso settimanale?

Ve lo dico io: la nostra testa inizia a pensare che la dieta non sta funzionando, pensiamo che tutti gli sforzi che abbiamo fatto sono stati vani e che la nostra genetica è una merda, che abbiamo problemi alla tiroide, che il nostro metabolismo è morto, ecc ecc…

E invece, bastava pesarsi il giorno prima, dove il peso era il più basso della settimana, per avere le sensazioni diametralmente opposte.

Come evitare tutto questo? Pesandosi tutti i giorni all’interno della settimana e tenendo in considerazione una media settimanale.

Esercizio

Si lo so, questo è scontato, ma in quanti effettivamente tengono in considerazione questo parametro? Sapete cosa dicono i dati in merito?

  • Il 70% delle persone che praticano esercizio fisico durante la dieta, riescono a mantenere il peso perso anche dopo aver raggiunto il proprio obiettivo;
  • Il 30% delle persone che non praticano esercizio fisico durante la dieta, riescono a mantenere il peso perso.

Non essere il classico tizio che fa esercizio durante la dieta per poi mollarlo subito dopo averla completata.

Tradotto: non essere stupido.

Il nostro corpo è fatto per muoversi, per sopravvivere, non per stare davanti ad un qualsiasi tipo di tecnologia per 24 ore al giorno. La tecnologia è bella, è comoda, ma ci rende deboli. Io non voglio essere debole. E tu?

Fare esercizio ti motiva a continuare la dieta, fare la dieta ti motiva a continuare a fare esercizio. Entrambe le cose DEVONO coesistere per raggiungere il massimo risultato.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: