In questo video/articolo parleremo di Squat ed in particolare metteremo a confronto lo Squat High Bar contro lo Squat Low Bar.

Prima di tutto, senza perderci troppo in chiacchiere: tacco si, ma preferibilmente non un pezzo di qualcosa messo sotto il tallone.

In questo video/articolo parleremo di tacco di scarpa, un rialzo derivato da una vera e propria scarpetta da Squat. Se si vuole provare una volta a vedere come ci si può sentire con un tacco sotto il tallone ok, si può provare tranquillamente un disco da 2.5, un pezzo di legno rialzato, o quello che volete, però con un peso leggero e non all’interno di troppe serie allenanti.

Vuoi un esempio di scarpetta per i tuoi allenamenti? Queste sono le più quotate:

Quindi parliamo di scarpe da Squat, conviene usarle o no?

Queste scarpe sono nate con il Weightlifting circa negli anni ’50 ed erano praticamente scarpe con un tacco di legno bello tosto. All’inizio erano solo una prova, un esperimento, ma poi ci si convinse della loro funzionalità tanto da evolversi ed essere ampiamente utilizzate da praticamente tutti i sollevatori: dal primo pirla in palestra all’ultimo campione del mondo di sollevamento olimpionico.

Perché questo?

La prima cosa che si nota quando si indossa un paio di scarpe con il tacco è che risulta molto più semplice scendere in accosciata con il busto più eretto e con una profondità in buca maggiore.

Da cosa è dovuto questo? Beh il tacco cosa fa?

Il Tacco ci alza il tallone da terra di un certo tot di millimetri in base alla scarpetta che abbiamo scelto. Questo crea un angolo di apertura della caviglia maggiore “bypassando” essenzialmente qualsiasi tipo di problema di mobilità di quest’ultima, permettendo quindi di far viaggiare le ginocchia più in avanti e consentendo un’accosciata più profonda.

Tradotto, il tacco ci dà l’impressione di avere una maggiore mobilità tibio-tarsica, quindi della caviglia, il che si traduce in una maggiore dorso-flessione del piede, o flessione del dorso del piede.

Questo si traduce in una maggiore efficienza nell’utilizzo delle nostre leve e quindi si traduce a sua volta, nella maggior parte dei casi, in un maggior peso sollevato.

Quindi se si vuole essere il più efficienti possibile nei movimenti di accosciata, una scarpetta con il tacco potrebbe essere un’ottima base da cui partire!

Detto questo, ci sono persone che preferiscono comunque squattare con scarpe piatte o addirittura scalze e naturalmente non c’è nessunissimo problema in questo, a patto che si abbia la consapevolezza del fatto che per andare in accosciata completa c’è bisogno di una buona mobilità della caviglia che in alcuni casi potrebbe mancare e quindi portare addirittura a eseguire un movimento errato o incompleto!

Nello Squat High Bar la maggior parte delle persone, compreso io, non hanno una mobilità della caviglia tale da sostenere un busto eretto fino alla completa accosciata e questo potrebbe causare uno sbilanciamento in avanti, con perdita di compattezza, ginocchio valgo, eccessiva pronazione del piede, perdita equilibrio, dissipazione di forza, possibilità di infortunio, ecc ecc…

Un buon tacco può aiutare nel eliminare questi eccessivi irrigidimenti del tessuto muscolare che potrebbero causare i problemi sopracitati. Questo non vuol dire che bisogna mollare tutti gli esercizi di riscaldamento, di stretching e di mobilità per la caviglia, ma vuol dire che con un paio di scarpette con il tacco si possono massimizzare i benefici derivati da quest’ultimi, potendo quindi rendere al meglio nel momento in cui andiamo in accosciata con un bilanciere bello pesante sulle spalle

Tutto questo che abbiamo appena detto si applica bene nello Squat high bar, nel low bar un po’ meno, o per lo meno dipende più dalla preferenza dell’individuo.

E’ innegabile che con lo squat low bar, la caviglia riceve uno stimolo stressorio inferiore, in quanto le forze generate dalle leve in questione risultano meno impattanti sull’angolazione della caviglia, ma anche qui, per gli stessi motivi sopracitati ci si potrebbe trovare meglio utilizzando una scarpetta con il tacco che conferisca una buona mobilità tibio-tarsica, nel momento in cui si ricerca la massima accosciata.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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