In questo video/articolo voglio analizzare con te una funzione molto specifica del nostro corpo che una volta appresa e compresa, può aiutarci non poco nella nostra accosciata. Hai mai sentito parlare di Induzione Successiva?

In matematica, il principio di induzione viene utilizzato per dimostrare, per provare che una certa proprietà è valida per tutti i numeri interi. Per capire meglio, un esempio chiarissimo del principio d’induzione è l’effetto domino: hai presente quei percorsi formati da tante tesserine messe una dietro l’altra? Esatto, una volta caduta la prima tessera, tutte le altre seguiranno cadendo in successione. Perfetto, questo è il principio d’induzione.

E ora ti chiederai: cosa stracazzo centra il domino con lo Squat? Hai ragione adesso ci arriviamo.

In fisioterapia, si utilizza il metodo PNF, di cui abbiamo già parlato un po’ di tempo fa nel video/articolo sullo stretching. PNF sta per Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation – Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva ed è un metodo di attivazione neuromuscolare appunto, che sfrutta proprio l’effetto di cui parlavamo prima: l’effetto di induzione successiva. Come si fa uno stretching PNF?

Per eseguire questa tecnica, abbiamo bisogno il più delle volte bisogno di un partner che sappia gestire la situazione e che la faciliti. Grazie ad un partner consapevole avremo la possibilità di eseguire l’esercizio che si compone come segue:

  • allungamento statico;
  • contrazione isometrica;
  • allungamento statico;
  • ripeti per 3-4 volte.

In questo modo, andremo tra le tante cose a sfruttare anche il principio di induzione successiva, non facendo altro che aumentare l’eccitazione del muscolo agonista, seguendo con l’attivazione del suo antagonista. Piano piano ci avviciniamo a quello che interessa a noi.

Quindi ora sappiamo che vuol dire questo principio di induzione successiva: avviene quando attiviamo un muscolo antagonista, per aiutare la successiva attivazione agonista.

Suona una campanella?

Siamo allo Squat, con il bilanciere sulle spalle. Nello Squat sappiamo ormai bene che i muscoli principali utilizzati sono quadricipiti e gluteo. Ok questi sono i nostri muscoli agonisti. Qual è il muscolo antagonista? Esatto! Gli estensori dell’anca, i muscoli posteriori della coscia!

Un esempio ancora più semplice potremmo farlo prendendo i muscoli del braccio: dobbiamo flettere l’avambraccio sul braccio, qual è il muscolo agonista? Il bicipite. Il suo antagonsita? Il Tricipite.

Facile no? Perfetto. Torniamo allo Squat. Adesso che capiamo cos’è questa induzione successiva, possiamo escogitare un modo ganzo per implementarla nelle nostre alzate, in particolare nella nostra accosciata, per diventare più forti e spostare più carico. Ecco quindi da dove nasce quel consiglio che vi nominai un paio di video/articoli fa dove parlavamo della correlazione tra perdita della curva lombare e male al ginocchio nello Squat.

Il consiglio se vi ricordate era: pensa di essere nella leg curl nella fase eccentrica dell’accosciata.

Quindi la prossima volta che ti metti il bilanciere sulle spalle e ti prepari per l’accosciata, pensa ad usare i tuoi estensori dell’anca, i tuoi muscoli posteriori della coscia, il tuo bicipite femorale, per accompagnare la fase eccentrica, di discesa, con maggiore controllo e in maniera più lenta. Questo ti permetterà di attivare i muscoli antagonisti del movimento, ti permetterà di generare più tensione attorno all’anca creando anche una co-contrazione che permette di stabilizzare l’intera articolazione. Una volta arrivato in buca, avremo la possibilità di sfruttare la tensione generata per spararci verso l’alto grazie al principio d’induzione successiva.

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Com'è andata la gara? Bene, sotto punti di vista che non avevo tenuto in conto fino ad una settimana fa. – Ho fatto un PR con 225 kg di #squat si, sono arrivato primo si, ma per quanto possa sembrare banale e sdolcinato, questa è solo la punta dell'iceberg che completa delle fondamenta ben più solide. – Ho trovato una squadra di malati come me (se non di più), ho conosciuto persone speciali e fuori di testa (quelle che piacciono a me), persone con cui condividere una passione non tanto comune e sicuramente ancora meno commerciale. – Il Powerlifting insegna tanto: Insegna il rispetto, insegna la disciplina, insegna la costanza, insegna che per raggiungere un obiettivo il "tutto e subito" non è neanche lontanamente da prendere in considerazione. – P.S Prossimamente arriva anche il video dello stacco (l'alzata più lunga della mia vita)

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Quanto è ganza questa cosa? Lo so, è molto ganza.

Tecnicamente questa manovra si può applicare a qualsiasi alzata in cui è presente una fase eccentrica: puoi applicarlo nella panca, quando fai bicipiti, quando fai la leg curl, quando fai qualsiasi tipo di esercizio che appunto prevede una eccentrica che precede la concentrica.

Sarà più difficile mantenere il controllo nelle serie a ripetizioni più alte, specialmente nello Squat, ma quando si tratterà di sparare il proprio 1RM, noterete che il bilanciere prenderà il volo. Si torna sempre allo stesso ragionamento: uno dei più importanti aspetti dell’allenamento della forza è l’abilità di generare tensione. L’induzione successiva è solo uno dei tanti metodi che si possono utilizzare per preparare il nostro SNC a stimolare i giusti tessuti per generare successivamente un’alzata più efficiente e spostare quindi più carico.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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