Ok, ormai abbiamo capito che raramente vedremo due Squat fatti alla stessa maniera, nello stesso posto. Se due amici vanno in palestra per fare la loro sessione di Squat, magari il carico sollevato è identico, set, ripetizioni identici, ma c’è una cosa fondamentale che cambia tra l’uno e l’altro, l’esecuzione dell’accosciata.

Abbiamo visto nel video/articolo tutorial dello Squat quali sono i punti chiave su cui tutti devono fare affidamento per andare in accosciata in maniera ottimale, se vi ricordate abbiamo fatto l’esempio di Bruno Saltocorto e Giovanna Granpasso, che avevano leve corporee completamente diverse e dovevano approcciarsi all’esercizio in maniera diametralmente opposta.

Bruno e Giovanna

Bene, oggi però, come puoi immaginare non torneremo a parlare di leve corporee, ma di vere e proprie inserzioni e di tipologie di queste ultime.

Quando studiando l’argomento vidi per la prima volta le immagini che vi sto per far vedere rimasi a bocca aperta e non posso quindi non riproportele, perché oltre la sensazione di stupore, ci fanno capire delle cose importantissime riguardo al nostro corpo e quanto quanto sia vero che pur essendo simili siamo completamente diversi l’uno dall’altro, noi, poveri stolti esseri umani.

In questo video/articolo capiremo in primis perché non c’è un “one size fits all” una cosa che vada bene per tutti quando si parla di esecuzione dell’accosciata ed attraverso questo riusciremo addirittura a trarre delle conclusioni piuttosto rilevanti per quanto riguarda la scelta della nostra stance ottimale.

Parlando di stance ottimale mi riferisco alla larghezza ed angolazione dei piedi ottimale per scendere in accosciata nella maniera più consona al singolo individuo. Capiremo anche perché non tutti possono andare in massima accosciata, facendo un riferimento velato anche al video/articolo sullo Squat ATG.

Partiamo con un po’ di anatomia super basilare.

Bacino

Questo è il bacino. Nel bacino ci sono due “incastri” chiamati acetaboli, in cui si inserisce a sua volta la “palla” della testa del femore. Questa è l’articolazione del bacino e tutto attorno a questa articolazione abbiamo un sacco di muscoli, tessuto connettivo e le capsuline articolari tra incastro e palla.

L’acetabolo è il fulcro di qualsiasi movimento del femore, della gamba. Possiamo immaginare cosa succede andando in accosciata no? La testa del femore scorre all’interno dell’acetabolo, fino a quando lo spazio glielo permetterà, spazio che comprende appunto principalmente le ossa, la vera e propria struttura ossea. Una volta che osso va su osso, hai voglia di continuare a spingere, da li non ti muovi!

Dall’immagine è tutto molto chiaro e non c’è motivo di perdere altro tempo parlando di anatomia, ma ora avendo una minimissima base di anatomia, voglio farvi vedere come sono fatti realmente diversi tipi di bacini e femori. Diamo un’occhiata a 6 immagini:

ANGOLO DEL COLLO FEMORALE

1 Angolo del collo femorale

Guarda qua che figata, questa è la prima immagine. Ci sono due femori di due persone diverse, noti qualcosa? Cazzo se non noti qualcosa qui chiudo tutto e me ne vado.

Una testa punta verso l’alto, una verso il lato-basso. Pensi davvero che queste due persone potranno squattare allo stesso modo anche con una differenza di struttura ossea così sostanziale? Questo è solo un esempio di differenza dell’angolo del collo della testa del femore.

LUNGHEZZA DEL COLLO FEMORALE

In questa seconda foto vediamo invece che l’angolo delle due teste è praticamente identico, ma la differenza risiede proprio nella lunghezza del collo e non è raro vedere differenze anche nella grandezza delle teste. Bene anche qui, immagina come all’interno dell’acetabolo, si possono comportare due ossa con lunghezze così differenti e quanto questo possa influire in un movimento di accosciata.

VERSO / TORSIONE COLLO FEMORALE

Questa è un’altra che fa rimanere a bocca aperta. Vista dall’alto, guarda dove finiscono le due palline: in posti completamente diversi. Questo vuol dire che non solo avremo angolazioni e lunghezze diverse, ma avremo anche torsioni diverse. La prima persona provando a squattare con una stance stretta troverà un vero e proprio blocco osseo che non gli permetterà di scendere oltre una certa distanza, mentre l’altra potrà squattare a piedi stretti probabilmente ATG.

La prima dovrà allargare l’angolo dei piedi in maniera esagerata, solo ed esclusivamente per arrivare alla stessa posizione di base in cui si trova la seconda tenendo semplicemente i piedi perfettamente dritti.

COMBINAZIONE DI PIU’ VARIABILI

Qui in quest’ultima immagine vediamo più femori messi l’uno affianco all’altro e possiamo notare le variazioni in lunghezza, dimensione, angolo della testa del femore, torsione.

Non c’è una singola variabile che si ripete in ogni singola persona e come se non bastasse, fin’ora abbiamo visto solo le forme del femore senza prendere in considerazione il bacino, l’anca!

ORIENTAMENTO ACETABOLO

Guarda qua, perché le cose si fanno ancora più interessanti. Guarda gli acetaboli di queste due differenti anche. A sinistra vediamo chiaramente gli acetaboli e probabilmente la persona a cui apparteneva quell’anca riusciva a fare uno squat veramente niente male, con accosciata completa, mentre la seconda, oltre che essere storta ha anche l’acetabolo che praticamente punta verso il basso. Questa persona deve dimenticarsi lo Squat ATG.

PROFONDITA’ ACETABOLO

E poi c’è questa: la variazione di orientamento e la profondità che si vede in questa foto è sbalorditiva! Un acetabolo punta direttamente avanti, l’altro al lato. Come se non bastasse sembrerebbe anche che il primo risulta anche più profondo rispetto al secondo.

Più è profondo l’acetabolo e più il ROM verrà limitato, per il semplice fatto che la palla, la testa del femore sarà più circondata da struttura ossea e verrà sicuramente tenuta più stabile.

Un carro armato non può essere stabile ed agile. Così come un’articolazione non può essere stabile ed agile.

Bo, credo che l’ho detto io

CONCLUSIONE

Per valutare la conformazione della nostra anca e femore naturalmente non possiamo aprirci per guardare come siamo fatti. Dobbiamo sfruttare queste nozioni, trovare un test ed effettuarlo tenendo conto appunto di quello che abbiamo imparato vedendo queste foto.

L’hip quadrant test è quello che fa per noi, ma il video è già uscito abbastanza lungo di suo. Se volete approfondire sull’argomento vi chiedo di lasciare un commento qui sotto di conferma e farò con piacere un video a parte dove vi faccio vedere come testare quello di cui abbiamo parlato oggi.

Quando qualcuno ha difficoltà a squattare, non vuol dire che deve mollare l’esercizio perché è dannoso; quando i piedi ruotano esternamente non vuol dire per forza di cose che bisogna saltare in una stance più larga; quando le ginocchia vanno verso l’interno, non vuol dire automaticamente che dobbiamo stringere la stance, perché se non diamo prima un’occhiata a come effettivamente è fatta la nostra articolazione, continueremo a brancolare nel buio, dando ascolto a consigli generalizzati che funzionano, quando va bene 3-4 volte su 10?


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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