Sono molto molto contento che il video/articolo sull’anatomia del bacino vi sia piaciuto, sono sincero, per quanto il materiale proposto fosse di qualità, non pensavo che avrebbe avuto tanto successo, perché beh, sappiamo cosa piace alla gente no? “Addominali scolpiti con questi 3 esercizi“, “Spalle a palla di cannone solo se fai questo“, “food challenge“, “cosa mangio in un giorno“, ecc ecc… diciamo che non si parla molto di femori ed acetaboli.

Però devo dire che mi stupite sempre di più e mi rendete sempre più fiero della piccola community che stiamo creando attraverso questo sito, il canale YT, su instagram, facebook, ecc ecc… quindi grandi cazzo, davvero, sono contento.

Ma ora basta con queste smancerie, siamo qui per tornare a parlare di cose noiose e poco appetibili per il comune fruitore di contenuti su internet. Parliamo ancora una volta di bacini e di femori, ancora una volta di Squat Stances, ancora una volta di come possiamo cercare di capire, avere un’indicazione generale su come è fatto il nostro bacino senza doverci per forza di cose aprire e spostare a mano i tessuti che lo circondano.

Cosa si intende per Squat Stance ideale? Una stance che ci permette di rispettare 3 punti fondamentali:

  1. I talloni rimangono a terra,
  2. Le ginocchia rimandono in linea con il centro, esterno piede
  3. La curvatura della schiena non cambia durante il movimento

Per raggiungere questi 3 fondamentali, esistono infinite varietà di Squat Stances, per il semplice fatto che, come abbiamo visto nel video precedente, esistono infinite combinazioni di variabili anatomiche da tenere in considerazione, specialmente dell’articolazione del bacino.

SQUAT: Quanto È Importante La Genetica?

Come valutiamo quindi la nostra stance ideale? Ci sono in realtà molti modi per farlo, ma oggi voglio proporvi un esercizietto in particolare che ci permetterà di fare le cose per bene, senza dover fare particolari acrobazie o assumere posizioni strane.

L’esercizio, come anticipato nel video/articolo scorso che vi invito a vedere, si chiama Hip Quadrant Test, dove “Hip”, per i meno british è proprio l’anca.

HIP QUADRANT TEST

Premessa, ci servirà un amico, collega, compagno per eseguire il test. Non è difficile, quindi basta che gli facciate vedere questo video per fargli capire molto velocemente come si fa.

TEST #1: Prono

ROTAZIONE-Interna, Esterna Femore

Il nostro amico ci prende la gamba ed, arrivando a fletterla raggiungendo i 90°, inizia a testare il nostro grado di rotazione interna ed esterna del femore. Eseguiamo il test su entrambi gli arti e ne valutiamo i gradi di rotazione, in che modo cambiano.

Quando un’individuo ha un bacino fisiologicamente in retroversione, potresti notare che questo viene accompagnato con un maggiore grado di rotazione esterna, mentre una rotazione interna più limitata.

Da qui possiamo, approfittando di questa posizione in cui mai più in vita nostra ci metteremo, ed anche della disponibilità del nostro amico che mai più ci verrà data, possiamo fare un altro test,

CRAIG’S TEST

Molto semplicemente, ponendo la mano al lato del bacino, possiamo sentire la testa del troncantere del femore. Quella parte sporgente che si vede nei modellini anatomici, bene si, esiste e la possiamo sentire con la mano.

Ok, ponendo la mano e manovrando con la rotazione del femore possiamo sentire in quale grado di rotazione il troncantere risulta essere più prominente.

Tecnicamente, quello che viene considerato “normale” dove le virgolette in cui mettere quel “normale” sono infinite, risulta essere sui 5-15° di rotazione interna del femore.

Parentesi: è possibilissimo avere angoli leggermente diversi quando facciamo il test in entrambi gli arti, non siamo animali simmetrici, come abbiamo potuto notare anche dalle immagini passate negli scorsi video.

TEST #2: Supino

ROTAZIONE-Interna, Esterna Femore - Supino

Essenzialmente dobbiamo fare la stessa cosa di prima, ma da supini, flettiamo coscia e gamba arrivando a 90° di flessione e ricominciamo a testare il grado di rotazione dell’articolazione.

Qui tipicamente il grado di rotazione interna è molto inferiore rispetto al grado di rotazione esterna, specilmente se il soggetto in questione passa molto tempo in posizioni a gambe incrociate.

Quando vediamo che in entrambe le posizioni di flessione e leggera estensione dell’anca, abbiamo le stesse restrizioni di rotazione, molto probabilmente possiamo già togliere dall’equazione il fatto che ci siano dei tessuti accorciati e quindi essere il fattore limitante. Questo perché molto semplicemente è raro trovare due muscoli simmetrici ugualmente accorciati, saranno invece più accorciati da una parte rispetto all’altra e quindi genereranno una rotazione diversa in un ‘articolazione rispetto all’altra.

Sempre da questa posizione, ora passiamo a valutare il grado di flessione che si può raggiungere ed in che grado di rotazione ed abduzione risulta essere più efficiente.

Test-Profondità-Accosciata

Il nostro amico con la nostra gamba in mano inizia a fare pressione contro di noi cercando di trovare il grado di flessione, abduzione e rotazione che ci permette di mettere la testa patellare del ginocchio e la cresta iliaca nella stessa linea. Essenzialmente il grado in cui viene raggiunto il parallelo.

Tipicamente qui è naturale avere un grado di abduzione che ci porti fuori dalla linea del bacino, per evitare di far toccare osso contro osso e quindi evitare quella sensazione di pizzicorio, che crea l’osso quando va a incastrare del tessuto nell’articolazione. Essenzialmente a creare impingement.

Quindi abduciamo, e flettiamo, abduciamo e flettiamo e cerchiamo il grado in cui il tutto avviene in maniera più efficiente, senza far staccare mai il culo dal pavimento, quindi senza andare in antero-versione, quindi senza creare il butt-wink di cui abbiamo parlato nel video/articolo precedente.

  • Se finiamo per trovare la migliore posizione in un grande grado di abduzione potrebbe indicare che il soggetto squatta bene con una stance particolarmente larga
  • Se troviamo subito la migliore posizione con un piccolo grado di abduzione potrebbe indicare che il soggetto squatta bene con una stance particolarmente stretta

TEST #3: Squat

Molto cordialmente salutiamo il nostro amico che può essere sostituito con la telecamera del nostro telefono e facciamo il test finale: lo Squat vero e proprio.

  1. Squat, stance stretta, piedi larghezza spalle, fronte e retro per la camera
  2. stessa cosa per la stance più larga

Dove sono sceso meglio? Ho confermato l’idea che mi ero fatto attraverso i test precedenti?

CONCLUSIONE

Con questi test abbiamo trattato la struttura ossea dell’articolazione dell’anca, ma è importante capire che questa non è l’unica variabile da tenere in considerazione in un’accosciata. E’ importantissima, perché l’osso non è modificabile e dobbiamo adattarci noi alla nostra struttura, ma non è l’unica cosa: dobbiamo considerare anche le caviglie, le ginocchia ed i tessuti attorno a queste altre due articolazioni.

Quindi mettiamo le informazioni ricavate all’interno di un contesto, non guardiamo le cose in bianco e nero, ma sfruttiamo comunque queste nuove informazioni per avere più consapevolezza di quello che stiamo facendo.


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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