Un po di tempo fa, su instagram ho messo un video nel quale eseguivo degli stacchi a gambe semi tese e mi è stato consigliato da uno di voi, di provare ad evitare di toccare il pavimento, ma di tenere in tensione il bilanciere.

Senza farla troppo lunga ne è uscito che effettivamente non è così raro il fatto che non si sappia effettivamente ancora bene qual è la differenza tra due tipi di stacco che pur simili hanno qualche differenza sostanziale che appunto, indovinate indovinate, li differenzia.


Attenzione, non che reputo essere di vitale importanza conoscere terminologie e balle varie, sapete come la penso in merito a queste cose. E’ uno stacco, poi come lo vuoi chiamare lo chiami a me non è che fotta tanto. Ho voluto fare questo video giusto per spirito di curiosità e conoscenza in merito all’argomento parco esercizi.

Parliamo di Stacco Rumeno (detto anche stacco spacco botilia amazo familia) e lo stacco a gambe tese/semi-tese. Cosa cambia tra l’uno e l’altro? Quali sono le differenze che li contraddistinguono?

Bene come abbiamo detto i due vengono spesso confusi e mescolati con un nome solo, anche io lo facevo, quindi non ho assolutamente nulla da ridire o da prendere per il culo. In realtà però se andiamo ad analizzarli sono due esercizi piuttosto diversi. Quindi, prima di tutto mettiamo in luce quali sono le principali differenze nella vera e propria esecuzione, nel modus operandi dei suddetti esercizi.

Stacco a Gambe Tese/Semi Tese

Come dice il nome è uno stacco, ma beh, è a gambe tese o semi-tese a seconda della mentalità e mobilità dell’atleta esecutore.

In questo esercizio ci si approccia al bilanciere come un normale stacco da terra, ma con le gambe tese o semi tese. Si afferra il bilanciere e lo si tira su, mantenendo sempre una bella neutralità del rachide.

La differenza tra gambe tese e semi tese è che più le gambe sono tese e più gli ischiocrurali verranno tirati, come una molla. E questo potrebbe tradursi in una retroversione del bacino che noi vogliamo assolutamente evitare. Per questo o si flettono leggermente le ginocchia oppure si lavora con ROM molto ristretti, in base alla mobilità dell’atleta.

Se vogliamo dirla tutta, nel video postato su instagram non lo sto facendo proprio da manuale perché sto mantenendo il bilanciere attaccato alle gambe per tutto il movimento, mentre, al contrario dovrebbe rimanere staccato.

Stacco Rumeno

Stacco Rumeno

Lo stacco rumeno è l’esercizio più classico, quello che vediamo fare più frequentemente in sala pesi. La sua caratteristica principale è che inizia con la fase eccentrica, quindi partiamo dall’alto. Scendiamo anche qui con la schiena per estesa, ma in questo caso flettiamo leggermente di più le ginocchia proprio come avviene per lo stacco classico.

Arriviamo fino al ginocchio, al massimo sotto a metà stinco per poi risalire.

Potremmo vederlo più come uno stacco regolare al contrario, fatto a metà, ma che non tocca mai il pavimento.

Ora…

Ci interessa avere queste informazioni? Meh… ci interessa per dire che sappiamo quali sono le differenze, ma bene o male i muscoli target sono gli stessi. Entrambi gli esercizi pongono una grande enfasi sull’estensione del bacino, quindi il lavoro di ischiocrurali è glutei decisamente molto importante in entrambi, oltre naturalmente a tutti i muscoli stabilizzatori, specialmente della bassa schiena.

Ma ci sono delle considerazioni importanti da fare:

  • Lo Stacco Rumeno, per via della sua esecuzione ci permette sicuramente di sollevare maggiori carichi ed infatti nasce proprio per quello.
  • Lo Stacco a Gambe Tese/Semi ha invece la peculiarità di essere molto vincolato alla mobilità dell’atleta. Se lo si esegue a gambe totalmente tese è difficile arrivare al pavimento senza perdere la curva lombare.

Non molto tempo fa ho letto un articolo su BrainBulding.it team del quale fa parte anche Luca Orrù che conoscete per via dei video che abbiamo portato sul canale, dove si parla proprio di questo argomento. Nell’articolo viene scritto da Luca Usai, e condivido a pieno, che è la strada tra lo Stacco a Gambe Tese ed il Jefferson Curl è molto breve se non si cura e non si sta attenti al posizionamento del rachide. E non so se avete presente che diavoleria è il Jefferson Curl.

Guarda questo video di Mainente Alessandro:

Questo viene utilizzato per porre un enfasi importante nel rafforzamento della bassa schiena. Inutile dire che va eseguito con movimenti super controllati e carichi molto bassi, perché a mio parere, è un esercizio abbastanza particolare e non dico pericoloso, ma sicuramente necessita di una grande attenzione ecco.

Ma comunque, tornando a noi.

Il mio parere è sicuramente come sempre di provare consapevolmente e vedere quali sono i feedback. Un consiglio generale potrebbe essere di evitare i grandi carichi con lo stacco a gambe tese e lasciarli al rumeno e viceversa. Se volete provare il Jefferson Curl, non strafate con i carichi e curate bene l’esecuzione, ma comunque ripeto sono decisioni da prendere basandosi su troppe variabili per dire cosa è meglio fare in maniera generale. Provare per credere.

Guarda il Video:


Mitch Ferniani

Ue a tutti Vichinghi e Vichinghe, sono Mitch Ferniani e questa è la mia Road to Valhalla. Non mi considero un Guru di questo mondo, ma mi sento in grado di poter dare una grossa mano a chi come me, ha iniziato da zero, senza nessuna conoscenza, ma anche per chi, dopo anni di allenamenti non riesce a vedere i risultati che vorrebbe. Io voglio esserci per tutte quelle persone che hanno bisogno di un supporto, di un punto di riferimento per raggiungere il proprio obiettivo. Per quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la giusta strada da percorrere. La Strada per il Valhalla.

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